L’ARTIGIANO

20 marzo
2012

In questo momento di grandi cambiamenti, mi sono chiesta cosa significhi essere artigiano oggi, e che significato si attribuisce a questo termine.

Mi hanno guidata in questa riflessione l’intervista pubblicata sul  Corriere della Sera il 18 marzo  a Patrick Thomas , amministratore di Hermès, in cui si tenta di spiegare il successo della maison francese  e l’intervento di   Giorgio Vittadini in occasione dell’ apertura dell’ artigiano in Fiera del 2011.  Entrambi i contributi riportano passaggi interessanti che  riporto brevemente.

“I tre pilastri di Hermès? Il primo è l’ artigianato, poi la creatività, il terzo pilastro è lo stile, difficile da spiegare a parole. Ogni prodotto deve essere subito riconoscibile. ”  Nell’intervista si sottolinea anche l’ impossibilità di produrre in massa alla stessa qualità perchè per trasmettere questo savoir faire a nuovi dipendenti ci vuole tempo. “Quel che sappiamo fare è questo: chi lo ama lo compra, gli altri no. Ha sempre funzionato così”.

Lungi da me l’idea di paragonare il nostro laboratorio ad una realtà come quella di Hermès, anche se le parole dell’amministratore della grande casa di moda sono le stesse che si ripetono da sempre nelle botteghe artigiane della zona. Essere artigiani non è qualcosa che riguarda le dimensioni di un’azienda, è una questione di metodo, è un modo di lavorare che presenta alcune peculiarità:

la personalizzazione del prodotto o, per dirla all’inglese, la costumerizzazione del prodotto con l’obiettivo di rispondere alle esigenze dei clienti.

la ricerca della bellezza che si esplica nella cura del dettaglio, del particolare, della finitura  e nel tentativo di realizzare un prodotto che si armonizzi con l’ambiente in cui viene inserito.

il saper fare come sapere che deriva dall’esperienza nel senso dell’esperire, dell’aver provato a fare e rifare un oggetto per testarlo, migliorarlo, un po’ come lo scienziato che ripete la stessa esperienza prima di arrivare ad estrapolare la legge che regola un fenomeno.

l’innovazione: quella dell’artigiano è un’arte che si tramanda di generazione in generazione ma non è statica, anzi. Proprio il suo contatto costante con la realtà, il suo fare con le mani, porta l’artigiano a sperimentare nuovi materiali, a confrontarsi con la ricerca.

la formazione: l’artigiano cresce con i propri collaboratori, trasmettere il proprio saper fare ai dipendenti richiede tempo, è un investimento per il futuro.

L’artigiano, così inteso, diventa  protagonista del mondo contemporaneo perchè capace di rispondere alle esigenze dell’uomo moderno con la sua unità di corpo e mente che utilizza quotidianamente nel suo lavoro. Il prodotto artigianale è un prodotto di qualità, destinato a durare del tempo, si ripara, rinasce a nuova vita, arginando, almeno in parte il problema dei rifiuti.

L’artigiano non sostiene esosi costi di comunicazione, risparmia sul marketing, non ha intermediari e non ha bisogno di location costose, quindi riesce ad offrire un prodotto con un ottimo rapporto qualità prezzo, elemento non trascurabile in un momento economico difficile come quello che stiamo attraversando.

Il lavoro artigiano si svolge con passione e dà dignità alla persona, perchè ognuno, in quanto depositario di un sapere, è insostituibile e contribuisce alla creazione del prodotto finale.

Noi speriamo di riuscire a trasmettere tutto questo nei nostri prodotti e quando un cliente ci esprime la sua soddisfazione per noi è la miglior gratificazione.

 


 

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